domenica 29 giugno 2008

FILM: IZO, TAKASHI MIIKE, 2004


"Lui è l'incarnazione stessa dell'assurdita" così viene etichettato dall'etera Sua Santità il demone-samurai Izo risorto e reincarnato e condannato a combattere per l'eternità in una distorsione, che per noi sono due ore di film. Izo è semplicemente violenza, Izo è semplicemente l'uomo, l'essere umano. Non può trovare redenzione che sull'orlo del baratro e sarà una redenzione devastante che potrà essere ottenuta solamente rifiutando l'esistenza stessa dell'universo.

Izo è stato un macellaio sul campo di battaglia, così come lo sono stati tutti i soldati sin dall'alba dei tempi. Izo ha giaciuto con la madre terra, poi l'ha uccisa, per poi morirne di dolore e diventare un demone immortale come il danno, lo scempio che ha generato.

Miike costruisce così un juggernaut ridondante di due ore, eccessivamente verboso e con momenti incomprensibili e ce lo lancia addosso. Paradossalmente il suo messaggio non è molto diverso da quello di alcuni dei sogni di Yumé di Kurosawa; è il veicolo, il mezzo ad essere completamente diverso.

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